La salute e l’assistenza a chi è malato sono un bene primario, assoluto e non negoziabile, che orgogliosamente il nostro sistema sanitario nazionale riconosce pubblico per tutti i cittadini; tuttavia,  pur essendo tra i migliori al mondo,  proprio il nostro non gode di ottima salute.

Come conservarla se chi studia per diventare medico non può esercitarsi a fare pratica?

A monte del problema, per un corretto svolgimento degli studi medici, vi è la difficoltà per i tirocinanti ad assistere incondizionatamente i medici di ruolo durante gli interventi e a poter presenziare alle normali visite di routine.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Marzo 2010 18:12)

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(incontro del 17 Febbraio 2010 con Marco Travaglio,giornalista del “Fatto Quotidiano,” al Circolo Arci di Avane, frazione di  Empoli).

 

Al di là del personaggio pubblico, il cui spessore e credibilità professionale si sono accresciuti negli stessi decenni in cui il calo d’informazione nazionale è aumentato, si è parimenti conservata l’etica, il rigore, la passione e l’onestà intellettuale con cui fortificare l’obiettivo principale del giornalista: la chiarezza e verità tanto nei fatti quando nel dialogo con i cittadini, contemplando quest’ultimo come fondamentale segno di rispetto e stima reciproca.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Marzo 2010 17:54)

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Poteva tranquillamente essere questo il titolo della puntata di ieri (14 febbraio 2010) della sempre ottima trasmissione di Rai 3, “Presa diretta”, di Riccardo Iacona.

Un reportage tanto brutale quanto diretto, interamente visionabile sul sito della trasmissione (http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-304de3ed-bbd9-4afb-bd57-da84637dde70.html?homepage), e che comincia a mostrare i primi, devastanti effetti della cosiddetta “riforma Gelmini”; effetti d'altronde largamente previsti dal movimento dell'Onda (composto non solo da studenti, ma anche da genitori e alcuni professori), che proprio contro questi tagli si era movimentata, poco più di un anno fa. Raccogliendo, nei casi più fortunati, l'indifferenza dell'opinione pubblica.

Un’inchiesta che smentisce coi fatti tutto ciò che il Ministro amico di CL aveva vagheggiato nei mesi scorsi, nel disperato tentativo di nascondere la realtà: aveva assicurato che nessuno avrebbe perso il posto, che il tempo pieno non solo non si sarebbe ridotto ma sarebbe addirittura aumentato. L'inchiesta di Rai 3 ha raccontato al pubblico degli insegnanti precari costretti ad emigrare dal sud al nord, pur avendo lauree, dottorati di ricerca, master e quant'altro; insegnanti che fino ad un anno fa avevano tranquillamente lavorato fianco a fianco, senza togliersi il posto l'un l'altro, e-di conseguenza- senza  odiarsi l'un l'altro.

Ultimo aggiornamento (Domenica 21 Febbraio 2010 21:32)

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Rispondiamo alla lettera "Promemoria per risparmi energetici ed altri comportamenti" inviata dall'Unifi agli studenti e al personale dell'ateneo di Firenze.

 

Carissimi dott. Orefice,

prof. Raffellini,

magnifico rettore prof. Tesi,

 

Vi assicuriamo che come studenti di Lettere e Filosofia metteremo in pratica tutte le regole che questo utile promemoria sul risparmio energetico prescrive, consci del fatto che ci risulterà senz'altro cosa facile. Non è questione di sensibilità da ecologisti, bensì è l'ambiente stesso in cui studiamo, quello fra piazza Brunelleschi, via Sangallo, e via della Pergola, a venirci incontro in questo nobile proposito. E Vi elenchiamo i motivi secondo il dettaglio delle prescrizioni inviateci:

 

1.2 disattivare impianti in ambienti dove non servono.

per questo non c'è nessun problema. La domanda è piuttosto: quali impianti?

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N.d.R:Mail arrivataci lo scorso novembre

"Egregia Italia,
sono un figlio, come tanti, della tua dolce decadenza. Sono nato nell’anno 1989 e da quel momento in poi non mi è mai sembrato di vivere in uno stato efficiente ed innovativo. Per questo sono ormai convinto che i tempi d’oro ci sono stati, ma forse sono arrivato in ritardo. Appunto durante la decadenza. Non potendo perciò parlare di ciò che non ho potuto vedere mi vedo costretto ad essere “pessimista” nei tuoi confronti, mia cara contemporanea Nazione. Una nazione particolare, unica e soprattutto anomala. Anomalie che si riscontrano in tutti i campi, ma una in particolare mi preme condividere con lei. Partiamo da molto lontano. Facciamo caso che lei abbia un problema elettrico dentro casa. Contatterebbe un elettricista, vero? Bene, mi sembra ovvio ed anche io mi comporterei alla stessa maniera. Facciamo ora caso che lei debba organizzare una vacanza. Contatterebbe una agenzia di viaggio, vero?  A questo punto il discorso è chiaro, ad ogni problema la società ci propone una figura specifica preposta a risolverlo. Adesso provi ad immaginare un mondo in linea con le idee utopistiche di Tommaso Moro. Un mondo dove per contattare un elettricista deve prima contattare un avvocato. Quindi, se lei dovesse avere mai bisogno di un elettricista in casa, dovrebbe prima contattare un avvocato, che farebbe poi da tramite con l’elettricista. A questo punto si troverebbe a pagare una parcella all’avvocato ed una all’elettricista, giusto? Il discorso, seppur un tantino contorto, mostra una sua logicità.

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Bondirly HillsFinalmente adesso è tutto chiaro.

Finalmente è chiaro il motivo per il quale questo Governo taglierà 921 milioni di euro di qui al 2011 (pari ad una riduzione del 95% del finanziamento ordinario) al Ministero dei Beni Culturali (in un Paese già fanalino di coda in Europa per investimenti in cultura); o perché ne leverà altri 900 all'Università, perché si disinteressa dei precari dell'Ispra eccetera.

Semplicemente, ha un'altra concezione della parola "cultura".

Non deve sorprendere, pertanto, la decisione di inserire Natale a Beverly Hills, ennesimo cine-panettone firmato dall'artista Neri Parenti, nel novero dei cosiddetti film "d'essai", cioè che hanno rilevanza culturale. E che, pertanto, si meritano agevolazioni fiscali e finanziamenti pubblici. Se il film supererà i 20 milioni di euro di incassi (cosa assai probabile) il finanziamento scatterà in automatico.

E' una grande lezione di vita, quella che ci ha impartito il Minsitero. Esso ha voluto farci capire che i rutti, i peti, le parolacce, le donnine nude e le battute degne della quinta elementare vanno considerate cultura in tutto e per tutto, e possono degnamente equipararsi ad un quadro di Picasso, ad una sinfonia di Mozart o un'opera di Shakespeare; alla faccia di quegli snob che hanno redatto il dizionario Devoto-Oli, dove alla voce cultura si legge "Quanto occorre alla formazione dell'individuo sul piano intellettuale e morale ed all'acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società"; oppure, più comunemente "il patrimonio delle cognizioni acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere".

Ultimo aggiornamento (Domenica 10 Gennaio 2010 10:48)

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Mibac

L'Italia, si sente spesso ripetere- a ragione, per una volta- possiede un patrimonio culturale assolutamente unico al mondo; lo ripetè con orgoglio anche Berlusconi, in quel memorabile intervento al Parlamento Europeo in cui dette del Kapò all'europarlamentare tedesco Schulz, che aveva osato chiedergli cosa ne pensasse della possibilità di istituire un mandato di cattura europeo e tante altre domande scomode a cui non è abituato: “Hanno dato una versione caricaturale dell'Italia” disse allora il nostro Premier “Io li invito a venire a godere di qualcosa che il governo Berlusconi non è evidentemente  riuscito a negare, e cioè al sole, alla bellezza, ai 100.000 monumenti e chiese, ai 3.500 nostri musei, ai 2.500 siti archeologici, alle 40.000 case storiche dell'Italia che non siamo riusciti a distruggere in questi 2 anni”. Per una volta, il Premier peccava di pessimismo: bisognava solo dargli tempo. 

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