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In risposta al Promemoria per risparmi energetici ed altri comportamenti

PostDateIcon Sabato 30 Gennaio 2010 17:35 | Author: Redazione Corridoioliberato | PDF Stampa E-mail

Rispondiamo alla lettera "Promemoria per risparmi energetici ed altri comportamenti" inviata dall'Unifi agli studenti e al personale dell'ateneo di Firenze.

 

Carissimi dott. Orefice,

prof. Raffellini,

magnifico rettore prof. Tesi,

 

Vi assicuriamo che come studenti di Lettere e Filosofia metteremo in pratica tutte le regole che questo utile promemoria sul risparmio energetico prescrive, consci del fatto che ci risulterà senz'altro cosa facile. Non è questione di sensibilità da ecologisti, bensì è l'ambiente stesso in cui studiamo, quello fra piazza Brunelleschi, via Sangallo, e via della Pergola, a venirci incontro in questo nobile proposito. E Vi elenchiamo i motivi secondo il dettaglio delle prescrizioni inviateci:

 

1.2 disattivare impianti in ambienti dove non servono.

per questo non c'è nessun problema. La domanda è piuttosto: quali impianti?


 

1.3 moderare la temperatura negli ambienti climatizzati (massimo 21° C in inverno, non meno di 26° in estate).

La biblioteca di via della Pergola di recente è rimasta per un mese senza riscaldamento! Nella biblioteca di piazza Brunelleschi l'impianto condizionatore si spegne alle ore 17:00 e non riparte fino al mattino seguente. Siamo già un passo avanti su questo punto!

1.4 spegnere luci e apparecchi vari.

E' vero, lo spreco in questo periodo è lievitato impunemente. Solo qualche tempo fa sono stati acquistati addirittura dei proiettori digitali (si andava così bene a cambiare le diapositive a mano!). In compenso ancora in via della Pergola i neon hanno preso a funzionare solo a giorni alterni, come le targhe delle auto... per non inquinare!  

1.6 preferire le scale all’ascensore.

...ma tanto quello di piazza Brunelleschi (l'unico!) spesso non funziona. Nelle aule di via Alfani, le più frequentate dagli studenti di lettere per le lezioni, non c'è neppure l'ascensore. Anche qui siamo avanti (e meno male nessuno di noi s'è mai rotto una gamba...)! Abbiamo letto dell'Indagine del Nucleo di valutazione sui servizi offerti agli studenti diversamente abili (http://www.unifi.it/mod-MDNotizie-master-action-view-bid-2482.html): vedrete che anche i diversamente abili preferiranno il risparmio energetico all'abbattimento delle barriere architettoniche! Anche a costo di non poter frequentare le lezioni (cosa che a tutt'oggi è loro preclusa a Lettere).

1.7 non abusare dell’uso del computer.

In tutta la biblioteca di piazza Brunelleschi contiamo 1 computer al primo piano, 3 al secondo, zero nell'attico, e una quindicina (due funzionanti) al pian terreno per le richieste di prestito. Nell'ecologissima via della Pergola ve ne sono due. In quanto all'utilizzo di pc privati le prese disponibili (fortunatamente solo da alcuni mesi: prima non era possibile viste le prese esistenti prive del contatto di terra) sono tutte concentrate in pochi luoghi "strategici" delle varie biblioteche di Lettere al fine di scoraggiarne l'uso.

2.1. stampare i documenti solo se necessari.

Stampare? ...ah, sì! quella stampante sola soletta in Brunelleschi. Per le fotocopie poi, per quello non c'è problema: dopo mezzogiorno non ne funziona più una e in quelle che funzionano manca la carta o il toner. C'è da aspettare che arrivi il tecnico che se ne occupa, che però viene solo la mattina perché è dipendente di una ditta esternalizzata e solo a quell'ora possono. Intanto le varie copisterie del centro storico ringraziano gli studenti di Lettere e mandano i propri figli all'università, non di Lettere a Firenze, nemmeno a una qualunque università pubblica, ma alla Bocconi!

2.2 non lasciare aperti i rubinetti a lungo, soprattutto se scorre acqua calda; in caso di cattivo funzionamento segnalarlo ai responsabili tecnici.

No, no. Noi l'acqua calda non si usa mica, non c'è! Come sapone, carta igienica, asciugamani e salviette. Niente di tutto questo! A Lettere ci piace il risparmio sempre e comunque.

Purtroppo non è tutto oro quel che luccica. Vi sono cose che proprio non possiamo fare, come questa:

1.1 tenere le finestre chiuse.

Il fatto è che le finestre per quanto chiuse non trattengono gli spifferi.

 

E neppure ridere, anche se fin qui lo abbiamo fatto, possiamo più. C'è un limite oltre il quale si sconfina nell'amarezza. Meglio avreste fatto se a noi studenti di Lettere e filosofia questa mail non l'aveste proprio spedita; e in generale se la nuova gestione dell'ateneo fiorentino non avesse preso avvio con un atto di propaganda tanto vuoto e al tempo stesso offensivo per quanti di noi studiano, vivono e lavorano in una facoltà come quella di Lettere a Firenze.

Siamo consci del fatto che allo stato attuale la componente studentesca della nostra università come di ogni altra università italiana, oltre ad avere un peso irrisorio nella gestione dell'ateneo, è considerata alla stregua di un cliente da truffare, al quale si chiedono sempre più soldi e in cambio si dà un servizio sempre più scadente.

Voi direte "ma i tagli sul FFO...". E d'accordo; l'anno scorso noi studenti abbiamo alzato la voce e l'intero corpo docente non ha mosso un dito. Il rettore è andato in giro a elemosinare e oggi sopravviviamo. Ma noi abbiamo debiti per aver costruito i poli universitari nelle periferie. Nessuno sembra averne responsabilità. Ai tagli avete risposto chiedendo elemosina, ciascun ateneo per sé, invece di pretendere per diritto giusti finanziamenti in un'unica rivendicazione che unisse tutte le università italiane (la concertazione separata è quanto di più infame possa esserci in una rivendicazione di interessi comuni!). Alla fine la soluzione è stata stringere la cinghia il più possibile per tirare avanti tra una questua al ministero, una alla regione Toscana, un'altra alle banche. Così fino al prossimo schiaffo.

E qui finisce anche l'amarezza. Quello che non vi è chiaro è che la lotta è l'unica via. Intanto rivendichiamo il diritto degli studenti di gestire l'ateneo in maniera paritaria alle altre componenti dell'università.

Un'ultima cosa. Che non si intenda le nostre risposte al promemoria per il risparmio energetico come un invito a disfarsi del polo Centro Storico. Lì tutto è inadeguato, è vero, ma l'università non deve abbandonare il centro storico di Firenze. Oggi l'area tra via Sangallo, via Alfani, piazza Brunelleschi e via della Pergola, è l'unica non ancora consegnata al turismo e allo shopping (cose ormai complementari). A un passo è tutto un susseguirsi di banche, assicurazioni, grandi negozi di moda e ristoranti dai prezzi inaccessibili; una giostra fatta non per chi a Firenze vive e lavora.

L'università non deve lasciare il centro storico.

 

 

La redazione di www.corridoioliberato.net

Francesco Giura, Egle Radogna, Marìa Aimè Villano, Leonardo Zampi

Commenti (1)
diffondete
1 Giovedì 04 Febbraio 2010 22:58
Francesco Giura
 
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